Termini di pagamento

I termini di pagamento sono le condizioni che stabiliscono entro quando deve essere saldato l’importo di una fattura o di un documento commerciale. Indicano un limite temporale preciso oltre il quale il debitore (cliente) è tenuto a pagare quanto dovuto. Stabilire i termini di pagamento in fase contrattuale e indicarli poi in fattura, può aiutarti nella gestione dei flussi di cassa dell'azienda. I termini di pagamento indicano in fatti la data di scadenza della fattura, ovvero il giorno entro il quale riceverai il pagamento.

E se i termini non saranno rispettati?

Anche in caso di contenzioso, l'indicazione della scadenza del pagamento ti sarà d'aiuto. A partire da tale data saranno infatti calcolati gli interessi di mora.

Ecco un elenco delle principali indicazioni che potresti inserire in fattura e i relativi pro e contro.

Tempi standard basati sulla data di fattura

Pagamento immediato

Il pagamento è richiesto contestualmente all'emissione della fattura o alla consegna del bene/servizio. Anche detto "pagamento vista fattura" o "pagamento contro fattura", la peculiarità sta nel fatto che il cliente paga immediatamente dopo aver ricevuto la fattura, senza una scadenza dilazionata. Questa formula è utilizzata generalmente nei rapporti commerciali di tipo occasionale, per importi non molto elevati.

PRO:

  • Incasso rapido

  • Riduce il rischio di insolvenza

  • Semplice da gestire a livello amministrativo

  • Ideale per nuovi clienti o forniture spot

CONTRO:

  • Meno flessibile per il cliente

  • Può risultare poco competitivo in settori dove è normale la dilazione

  • Non adatto a importi elevati o rapporti continuativi B2B

30 giorni data fattura (30gg D.F.)

Il pagamento deve essere effettuato entro 30 giorni dalla data di emissione della fattura. Il conteggio dei 30 giorni parte quindi dalla data del documento. (Esempio: fattura emessa il 10 marzo → pagamento a 30 gg D.M. = Il pagamento deve avvenire entro il 9 aprile). In assenza di un termine di pagamento esplicito, la normativa prevede comunque una scadenza legale (di norma 30 giorni), ma è sempre consigliabile indicare chiaramente “30 gg D.F.” in fattura per evitare contestazioni.

PRO:

  • Chiarezza sulla data di scadenza

  • Semplice da calcolare

  • Favorisce la relazione commerciale

  • Standard diffuso e accettato nel B2B

CONTRO:

  • Possibili ritardi se il cliente non è puntuale

  • Impatto sul flusso di cassa del fornitore

  • Necessita controllo delle scadenze

60 giorni data fattura (60gg D.F.)

Il pagamento deve essere effettuato entro 60 giorni dalla data di emissione della fattura. Il conteggio dei giorni parte dalla data indicata in fattura, indipendentemente dal momento in cui il documento viene ricevuto dal cliente. (Esempio: fattura emessa il 10 marzo → pagamento a 60 gg D.M. = Il pagamento deve avvenire entro l'8 maggio).

PRO:

  • Maggiore flessibilità finanziaria per il cliente

  • Favorisce rapporti commerciali continuativi

  • Standard diffuso in alcuni settori (industria, forniture, servizi continuativi)

CONTRO:

  • Impatto significativo sul flusso di cassa del fornitore

  • Maggior rischio di ritardi o insolvenze

  • Necessita controllo puntuale delle scadenze e dei solleciti

Termini legati alla fine del mese

30 giorni fine mese (30gg F.M.)

Il pagamento è richiesto a 30 giorni dalla fine del mese in cui è stata emessa la fattura. Il conteggio dei giorni quindi non parte dalla data fattura, ma dall’ultimo giorno del mese in cui la fattura è stata emessa. (Esempio: fattura emessa il 10 marzo → pagamento a 30 gg F.M. = Il pagamento deve avvenire entro il 30 aprile).

Attenzione: una fattura emessa all’inizio del mese con termine 30 gg F.M. può avere una scadenza effettiva superiore a 50–55 giorni; è quindi importante valutarne l’impatto finanziario prima di adottare questa formula.

PRO:

  • Semplifica la gestione amministrativa

  • Allinea i pagamenti a cicli mensili

  • Standard diffuso in molti settori

  • Più prevedibile per entrambe le parti

CONTRO: 

  • La dilazione reale può essere più lunga

  • Impatto sul flusso di cassa del fornitore

  • Meno intuitivo rispetto a “data fattura” per chi non è esperto 

60 giorni fine mese (60gg F.M.)

Il pagamento è richiesto a 60 giorni dalla fine del mese in cui è stata emessa la fattura. (Esempio: fattura emessa il 10 marzo → pagamento a 60 gg F.M. = Il pagamento deve avvenire entro il 30 maggio).

Attenzione: Una fattura emessa a inizio mese con termine 60 gg F.M. può arrivare a una scadenza effettiva di 80–90 giorni, è quindi consigliabile valutarne attentamente l’impatto finanziario prima di adottarla.

PRO: 

  • Gestione amministrativa semplificata

  • Scadenze prevedibili e standardizzate

  • Favorisce rapporti commerciali continuativi

 CONTRO:

  • Dilazione reale spesso superiore a 60 giorni

  • Impatto significativo sul flusso di cassa del fornitore

  • Maggior rischio di ritardi nei pagamenti

90 giorni fine mese (90gg F.M.)

il pagamento è richiesto a 90 giorni dalla fine del mese in cui è stata emessa la fattura. (Esempio: fattura emessa il 10 marzo → pagamento a 90 gg F.M. = Il pagamento deve avvenire entro il 29 giugno).

PRO:

  • Massima flessibilità finanziaria per il cliente

  • Scadenze standardizzate e prevedibili

  • Favorisce rapporti commerciali di lungo periodo

CONTRO:

  • Dilazione reale spesso superiore a 100 giorni

  • Forte impatto sul flusso di cassa del fornitore

  • Maggior rischio di ritardi e insolvenze

  • Necessità di controllo e solleciti puntuali 

Tabella riepilogativa

La tabella seguente mostra un esempio pratico di come può cambiare la scadenza dei termini di pagamento per una ipotetica fattura datata 10 marzo, declinata nelle varie possibilità precedentemente illustrate.

Termini di pagamento   es. data fattura  es. scadenza termini di pagamento
Pagamento immediato / contro fattura  10 marzo  10 marzo
30 gg D.F.   10 marzo  9 aprile
60 gg D.F.   10 marzo  8 maggio
30 gg F.M.  10 marzo  30 aprile
60 gg F.M.  10 marzo  30 maggio
900 gg F.M.  10 marzo  29 giugno

Bisogna precisare che, oltre la scadenza del pagamento, è bene indicare in fattura anche le modalità di pagamento. Infatti, se i termini di pagamento si riferiscono al quando si paga, le modalità di pagamento si riferiscono invece al come si paga. Ecco un elenco delle principali modalità di pagamento:

  • Rimessa diretta: il pagamento viene effettuato direttamente dal cliente, senza passare da un intermediario, solitamente entro un termine concordato.
  • Ricevuta bancaria (Ri.Ba): il pagamento avviene tramite autorizzazione bancaria, spesso a 30/60/90 giorni, con gestione automatica dell’incasso da parte della banca.
  • Bonifico bancario: modalità di pagamento che può essere
  • Contrassegno (C.O.D. – Cash On Delivery): pagamento effettuato al momento della consegna del prodotto

Emissione fattura dopo il pagamento

Veniamo ora alla fatidica domanda: è possibile emettere fattura dopo aver ricevuto il pagamento? La risposta è sì, ma alle dovute condizioni. Ci sono infatti dei vincoli ben precisi. Puoi emettere anticipatamente una fattura proforma (che non ha valore fiscale) e procedere alla fatturazione solo successivamente alla ricezione del pagamento, ma la fatturazione deve avvenire entro 24 ore (data della fattura) dall'incasso. Inoltre la fattura deve essere inviata a SdI entro 12 giorni dalla data di fattura (in caso di fatturazione immediata). In caso di fatturazione differita, invece, la fattura va emessa entro il giorno 15 del mese successivo.