Fatturazione elettronica tra privati: cosa cambia dal 1° gennaio 2019

L'obbligo della fatturazione elettronica tra privati è ormai alle porte e anche i meno tecnologici sono chiamati a fare un upgrade digitale.
Colpa o merito, a seconda dei punti di vista, della Legge di Bilancio 2018 che ha completato la riforma telematica nel mondo della fatturazione iniziata ormai alcuni anni fa con la Legge Finanziaria del 2008.

Chi è abituato a lavorare con le pubbliche amministrazioni, infatti, ha già imparato a conoscere il complesso mondo della fattura 2.0 ma, per tutti gli altri, il 1° gennaio 2019 è una data cruciale da affrontare con grande attenzione.
Questo perché se a partire dal 31 marzo 2015 la normativa imponeva che fossero in formato digitale soltanto le fatture verso le pubbliche amministrazioni, con l'anno nuovo l'obbligo riguarderà tutti i soggetti IVA.

Una vera e propria rivoluzione digitale, insomma, da alcuni ancora vista con diffidenza che però, a breve, diventerà un prezioso strumento in grado di consentire a migliaia di imprese di guadagnare tempo e recuperare risorse.

Tutti i vantaggi della fatturazione elettronica tra privati

Nonostante in un primo momento l'obbligo della fatturazione elettronica tra privati possa sembrare un'ulteriore difficoltà nel complesso mondo dei contribuenti titolari di partita Iva, alla lunga chiunque non potrà non apprezzare lo straordinario balzo digitale che anche l'Italia si appresta a compiere.
Al termine della rivoluzione, infatti, nessuna impresa sprecherà più denaro per acquistare e stampare carta, per archiviare e gestire pratiche, per spedire la corrispondenza da una parte all'altra dello Stivale, oppure per conservare, in uno spazio fisico, una enorme mole di documenti.

La dematerializzazione dei processi delle imprese vuol dire anche dichiarare guerra a falsari e ai malintenzionati, snellire le procedure e assestare un colpo mortale alla burocrazia.
Pensiamo, per esempio, a quante volte ci è capitato di chiedere copia di una fattura e aver dovuto attendere giorni per ottenere il documento smarrito.

Con l'entrata in vigore della nuova normativa, invece, per ricostruire la cronologia della fatturazione tra due imprese basteranno un paio di click.
Ma non solo perché fatturazione elettronica tra privati a partire dal 1° gennaio 2019 vuol dire anche salutare per sempre l'inserimento manuale di dati (no data entry manuale), gli errori di registrazione e di duplicazione, gli smarrimenti e ogni altro equivoco di sorta.

Per lo Stato, invece, la digitalizzazione di tutti i pagamenti si tradurrà in un formidabile strumento per combattere l'evasione fiscale e disarmare i furbetti.
Meno nero vorrà dire inoltre una migliore allocazione delle risorse disponibili per la gestione della spesa pubblica e più campo d'azione per le imprese meritevoli.

Cosa significa fattura elettronica b2b?

Cercando di capire obblighi e scadenze relativamente alla fatturazione elettronica tra privati, ti sarà probabilmente capitato di leggere la formula fattura elettronica b2b che ritorna ovunque come un tormentone.
Per i più digital si tratta di una dicitura intuitiva che però può risultare di difficile comprensione per chi sta muovendo i primi passi nel settore.

Fatturazione elettronica tra privati o fattura elettronica b2b sono sostanzialmente due sinonimi, due espressioni che, con nomi diversi, indicano lo scambio di documenti digitali tra titolari di partita Iva.
Vale la pena ricordare che l'obbligo di fattura elettronica b2b non è che l'ultimo step di una rivoluzione iniziata da oltre due anni e predisposta con una direttiva dell'Unione Europea del 2006 solo di recente ratificata da diverse leggi italiane che, nell'insieme, hanno definito il seguente scadenzario:

  • 31 marzo 2015 obbligo di fatture elettroniche verso le Pa
  • 1 luglio 2018 obbligo di fatture elettroniche per fornitori di carburante e per chi presta subappalto nel settore pubblico
  • 1 settembre 2018 obbligo di fatturazione elettronica per i soggetti extra-UE relativamente alle fatture emesse in ambito del tax free shopping
  • 1 gennaio 2019 obbligo fattura elettronica b2b

Fattura elettronica privati: sanzioni per mancato adempimento

Se sei un titolare di partita Iva, non ami particolarmente la tecnologia e stai pensando di ignorare le nuove disposizioni sulla fatturazione elettronica tra privati sappi che stai solo procrastinando un problema che tornerà inesorabile a bussare alla tua porta.
In caso di inosservanza, infatti, l'articolo 6 del Decreto Legislativo n. 471/97 che disciplina l'obbligo della fattura elettronica b2b prevede una sanzione amministrativa piuttosto salata.


Esempio sanzione mancata fatturazione elettronica tra privati


L'azienda x ha emesso una fattura destinata all'azienda y per il pagamento di merce del valore di 1.000 euro più Iva

Imponibile: 1.000 euro

Iva: 220 euro

Totale: 1.220 euro

La sanzione, in caso di mancata fatturazione elettronica tra privati, andrà da un minimo di 900 euro a un massimo di 1.800 euro.

È fondamentale ricordare che una fattura elettronica non emessa in formato strutturato XML oppure non trasmessa tramite il sistema di interscambio (SdI) equivale ad una mancata emissione ed è pertanto passibile di sanzione secondo i termini appena descritti.

Allo stesso modo anche la mancata conservazione (leggi al proposito cos'è e come funziona la conservazione sostitutiva) è passibile di sanzione.


I privati esonerati dall'obbligo di fatturazione elettronica


Una deroga alla fatturazione elettronica tra privati, per il momento, ancora esiste ma riguarda soltanto una ristrettissima cerchia di titolari di partita Iva.

Stiamo parlando delle aziende che rientrano nel cosiddetto regime di vantaggio, disciplinato dalla legge del 2011 (art. 27 comma 3 del Decreto Legge n. 98/11) e dal successivo regime forfettario che nel 2014 ha sostituito il precedente (Legge n.190/14).